IATO
È come far acqua col buco,
come scavar sabbia con la forca
Il mio pensiero ed il tempo,
fanno prove di comprensione
Come far quadrare un cerchio,
l’uno domanda l’altro scappa.
RISCRIVEREI
riscriverei te
per poterti di nuovo amare,
riscrivendoti in ogni fibra
che tu mi detteresti.
E la penna
colorererbbe le mie dita
del tuo colore.
Poi me le succhierei
guardandoti
rapito in un secondo
barattato con l'eternità.
E così anche le labbra
la lingua
la gola
lo stomaco
risplenderebero
del colore della tua anima.
Tu
sei amore
a immagine e somiglianza
del Creatore.
NEL MIO PINETO
E’ in momenti come questo,
al meriggio volti
in dolce declivio
che diverrà inevitabile,
che mi sovvien,
al di sopra del ritmare
d’altoforni e presse,
la musica tintinnate
vergata dal poeta,
di gocciole e foglie lontane.
Anelo la pioggia nel pineto
e nella mia vita;
desidero l’ascolto passivo
silente
della natura nei suoi ritmi.
Ormai realizzo che piegar gli strali
è violentar la vita,
ed essa ritorna sempre,
mentre io invecchio
ora piano
poi sempre più precipitando.
Anelo la pioggia nel pineto,
e nulla mi riconcilia di più,
con il ventre materno
della madre terra
che ci accolse
che ci accoglierà.
ROSSO
Vuoto,
cosmico e assoluto.
Tutto intorno nero,
distanze insondabili
entro le quali veleggio.
Tempo assente.
Non ho ricordi,
non ho speranze
non ho identità
se non modellata
dal silenzio e dall’assenza,
e scruto
il tiepido mistero delle stelle.
Poi come afferrato da tergo,
da un cosmico imbuto,
vengo riassorbito,
osservo la luce tornare dal basso.
Dai piedi alle gambe e su,
fino all’estratto conto
appoggiato sul tavolo,
che osservo con occhio vitreo.
E stato solo un attimo.
ODIO GLI ABITI
Il vero vestito è la pelle,
ha odore sottile
che dice della persona e dell’anima.
Ha calore,
che racconta delle passioni.
Ha sapore,
che desta il desiderio e la bramosia.
La tua pelle desidero esplorare,
con l’olfatto, le mani aperte e forti,
e dove le mani
poi la bocca,
la lingua ed i denti,
e poi…
Ma apro amandoti,
coprendo e toccando
con le estensioni del mio corpo,
i tuoi punti sensibili,
creandone di nuovi
e ascoltando i ritmi del tuo corpo
e con esso il tuo piacere
crescente
che fluisce dalla pelle,
dalla tua alla mia.
Vieni!
Vieni tra le mie braccia,
amore di una notte.
FELICITA’
Ai filari della vigna
che risaliamo,
ognuno il suo interminabile,
si ripresenta
il vento della vita,
a scompigliar capelli
Agita le foglie,
ed al loro tremolio
come eco d’ali,
per un attimo
vedo il tuo sorriso,
solo per un attimo.
Risaliamo
l’ultima erta che s’impenna,
trepidanti attendendo ancora,
sorpresi dall’ultimo vento della vita,
per scoprire
se ancora amor c’accompagna
EREDI DELL’EDEN
Aspetto la fine della vita terrena
ed è inevitabile l’attesa,
che mascheriamo in sbuffi
di nebbia o in pirotecnici.
Tutti viaggiamo
ed io lotto per non volgere le spalle
a questa rotaia infinita di
generazioni passate e future
che dentro porto
come ricordo o speranza,
che mi modellano e mi sorreggono,
radici ed astri.
Non vedo lungi,
non tocco oltre
ma l’amore guida
con compagna la certezza
che non siamo soli,
e che la nostra ultima
esperienza nell’esodo
dalla carne calda e profumata
sarà la prima.
Sarà l’accoglienza,
e l’essere riconosciuti,
in un Amore più grande,
com’è stato quello
che ha accolto
il nostro primo vagito
ed ha saziato la nostra prima fame