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Diamo frutto alla vita, insieme.

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Utente: Paganini
Nome: Federico Santi
Mi son sempre detto da piccolo: da grande vorrei aver il coraggio di essere uomo senza paura d'esser forte o di piangere. Sono ancora piccolo, ma spero, crescendo, di diventare saggio.

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giovedì, 30 aprile 2009

Provacazione organolettica

Nari protese
a percepir l'afrore
del ritmare sincopato.
Ed il secreto delle gonadi
già ti sogna proteso
su quelle carni
ora fisse sotto le tue spinte.

Dopo, ti passerei col pane...
postato da: Paganini alle ore 13:09 | link | commenti (1)
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venerdì, 29 agosto 2008

IATO

 

È come far acqua col buco,

come scavar sabbia con la forca

 

Il mio pensiero ed il tempo,

fanno prove di comprensione

 

Come far quadrare un cerchio,

l’uno domanda l’altro scappa.

postato da: Paganini alle ore 13:16 | link | commenti (10)
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martedì, 05 agosto 2008

ITALIAN DESPERADOS

 

postato da: Paganini alle ore 14:31 | link | commenti (2)
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Ma ndo' vanno questi?

postato da: Paganini alle ore 14:30 | link | commenti (1)
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giovedì, 10 luglio 2008

RISCRIVEREI

riscriverei te

per poterti di nuovo amare,

riscrivendoti in ogni fibra

che tu mi detteresti.

E la penna

colorererbbe le mie dita

del tuo colore.

Poi me le succhierei

guardandoti

rapito in un secondo

barattato con l'eternità.

E così anche le labbra

la lingua

la gola

lo stomaco

risplenderebero

del colore della tua anima.

Tu

sei amore

a immagine e somiglianza

del Creatore.

postato da: Paganini alle ore 00:26 | link | commenti (6)
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giovedì, 12 giugno 2008

NEL MIO PINETO

 

E’ in momenti come questo,

al meriggio volti

in dolce declivio

che diverrà inevitabile,

che mi sovvien,

al di sopra del ritmare

d’altoforni e presse,

la musica tintinnate

vergata dal poeta,

di gocciole e foglie lontane.

Anelo la pioggia nel pineto

e nella mia vita;

desidero l’ascolto passivo

silente

della natura nei suoi ritmi.

Ormai realizzo che piegar gli strali

è violentar la vita,

ed essa ritorna sempre,

mentre io invecchio

ora piano

poi sempre più precipitando.

Anelo la pioggia nel pineto,

e nulla mi riconcilia di più,

con il ventre materno

della madre terra

che ci accolse

che ci accoglierà.

postato da: Paganini alle ore 15:18 | link | commenti (7)
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lunedì, 05 maggio 2008

ROSSO

 

Vuoto,

cosmico e assoluto.

Tutto intorno nero,

distanze insondabili

entro le quali veleggio.

Tempo assente.

 

Non ho ricordi,

non ho speranze

non ho identità

se non modellata

dal silenzio e dall’assenza,

e scruto

il tiepido mistero delle stelle.

 

Poi come afferrato da tergo,

da un cosmico imbuto,

vengo riassorbito,

osservo la luce tornare dal basso.

Dai piedi alle gambe e su,

fino all’estratto conto

appoggiato sul tavolo,

che osservo con occhio vitreo.

 

E stato solo un attimo.

 

postato da: Paganini alle ore 16:05 | link | commenti (4)
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giovedì, 17 aprile 2008

ODIO GLI ABITI

 

Il vero vestito è la pelle,

ha odore sottile

che dice della persona e dell’anima.

Ha calore,

che racconta delle passioni.

Ha sapore,

che desta il desiderio e la bramosia.

 

La tua pelle desidero esplorare,

con l’olfatto, le mani aperte e forti,

e dove le mani

poi la bocca,

la lingua ed i denti,

e poi…

 

Ma apro amandoti,

coprendo e toccando

con le estensioni del mio corpo,

i tuoi punti sensibili,

creandone di nuovi

e ascoltando i ritmi del tuo corpo

e con esso il tuo piacere

crescente

che fluisce dalla pelle,

dalla tua alla mia.

 

Vieni!

Vieni tra le mie braccia,

amore di una notte.

 

postato da: Paganini alle ore 11:36 | link | commenti (8)
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mercoledì, 16 aprile 2008

FELICITA’

 

Ai filari della vigna

che risaliamo,

ognuno il suo interminabile,

si ripresenta

il vento della vita,

a scompigliar capelli

 

Agita le foglie,

ed al loro tremolio

come eco d’ali,

per un attimo

 vedo il tuo sorriso,

solo per un attimo.

 

Risaliamo

l’ultima erta che s’impenna,

trepidanti attendendo ancora,

sorpresi dall’ultimo vento della vita,

 per scoprire

se ancora amor c’accompagna

postato da: Paganini alle ore 13:23 | link | commenti (5)
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mercoledì, 09 aprile 2008

EREDI DELL’EDEN

 

Aspetto la fine della vita terrena

ed è inevitabile l’attesa,

che mascheriamo in sbuffi

di nebbia o in pirotecnici.

 

Tutti viaggiamo

ed io lotto per non volgere le spalle

a questa rotaia infinita di

generazioni passate e future

che dentro porto

come ricordo o speranza,

che mi modellano e mi sorreggono,

radici ed astri.

 

Non vedo lungi,

non tocco oltre

ma l’amore guida

con compagna la certezza

che non siamo soli,

e che la nostra ultima

esperienza nell’esodo

dalla carne calda e profumata

sarà la prima.

 

Sarà l’accoglienza,

e l’essere riconosciuti,

in un Amore più grande,

com’è stato quello

che ha accolto

il nostro primo vagito

ed ha saziato la nostra prima fame

 

 

postato da: Paganini alle ore 13:32 | link | commenti (2)
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