chiccodigrano

Diamo frutto alla vita, insieme.

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Utente: Paganini
Nome: Federico Santi
Mi son sempre detto da piccolo: da grande vorrei aver il coraggio di essere uomo senza paura d'esser forte o di piangere. Sono ancora piccolo, ma spero, crescendo, di diventare saggio.

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giovedì, 30 novembre 2006

NEVE

 

Ed ecco apparire,

mani protese e scheletriche

come sorgenti dalla bruma schiumosa,

tronchi e rami e nodi

come articolazioni

annichilite, congelate.

Che attendono…

 

Prima di vederla,

la sento,

nel lieve crepitio

come di dita nervose,

che fan la ruota

e battono piano.

Come odore fresco e bagnato

d’aria pulita che scivola

tra le dita

e gusto

in gola,

che penetra l’olfatto

con sapori antichi e miei.

 

Come un sipario di trame larghe,

s’alza la foschia,

e tra i toni di grigio

stupore di lungo sfuocato,

cerco e trovo il cielo che si materializza.

Scende in falde bianche,

pulite, macigni di purezza,

che mi resuscitano sensazioni.

Appare come un quadro magico

di folletti e fate danzanti,

che popolano quel mondo inconsistente

 

La vita nascerà

misteriosa ed al sicuro

in dolce tepore

protetta,

mentre arcobaleni spettrali,

regnan sovrani

nelle profondità di trasparenza e cristalli,

e luci offuscate

nascon lontano nella radura.

Intanto la neve,

che cade maestosa

come un regalo del cielo,

mi accarezza i capelli

con fiocchi luminosi.

 

Orme

tracciano ricordi,

impresse nel cuore immacolato,

che segnan il nostro cammino,

La neve,

che scende calma,

piano le ricopre,

amori e dolori acquietati dal tempo.

 

Alcune tracce son fresche,

di un tenero e vivo qualcuno,

appena passato,

e ci spingono

ad un temerario incedere,

silenzioso e umile,

facendoci perdere a capofitto

nei miraggi del bosco.

 

Solo così sotto la candida neve,

protettrice e sigillo

dei nostri abbracci,

possiamo perderci

e ritrovare il nostro nido,

il rifugio caldo

dove ci attende l’Amore,

mentre fuori ancora nevicherà.

Senza perderci più

in paradisi notturni

ed impazziti.

 

(LASCINTILLA & Paganini)

 

 

 

postato da: Paganini alle ore 13:35 | link | commenti (3)
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giovedì, 23 novembre 2006

 

 

 

METEMPSICOSI

 

Rinascerò

limpido e mondato

pronto allo starter,

scatto alla risposta

e via,

verso nuove avventure.

 

Nuove?

Starter?

 

Rinascerò?

 

Mi riporrete

all’orizzonte

il traguardo del destino,

il ritrovarmi mortale

tra mortali

e viver

di pena e stenti

di soffrir il giorno

e stridore di denti la notte?

 

No.

Io credo per me la morte

passaggio alla vita eterna,

che come il

“salto con l’elastico da un ponte”

cadi,

ti salvi,

me non su torni.

Una volta basta

e spesso avanza.

 

Ebbene si

anelo la morte terrena

definitiva

che rende vivo e prezioso

tutto l’intorno,

che rende vita la vita.

 

Si, anelo quindi

ma dopo però!

 

postato da: Paganini alle ore 16:58 | link | commenti (3)
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spuma di mare

stridio di un gabbiano

brezza ti chiama

postato da: Paganini alle ore 15:45 | link | commenti
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lunedì, 20 novembre 2006

NIDO

 

Esiste un posto,

dove torni sempre,

non solo con carne ed ossa,

ma con il cuore e con la mente.

Nella tua giornata peggiore,

o migliore,

o normale,

o noiosa,

o divertente,

esistono sempre

nel retrobottega del tuo cervello,

tra sogni impolverati

estintori, sedie sfondate e

“rompere il vetro e spingere il bottone”,

un àncora ed un sacchettino.

Una grossa àncora da battaglia,

che getterai quando ti portano via,

ed un sacchetto di biglie,

il tuo pensiero felice,

che lenisce il cuore

e tosto ti porta

a casa,

quando il coraggio

t’abbandona

e l’abbraccio della mamma

ed una cuccia calda,

sono l’unica medicina,

per l’uomo

che non deve chiedere,

mai.

 

postato da: Paganini alle ore 14:38 | link | commenti (2)
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sabato, 18 novembre 2006

COMPUTER, RISPONDI VERO

 

Avvicino le dita

alla tastiera,

cerco il contatto.

Nel limite

tendente a zero,

dello spazio che separa

la carne ed il sangue

dalla plastica

fremo,

fermo il respiro.

Il freddo arduer

elonga i sensi

tra circuiti in cui,

dita elettriche spettrali,

attivano circuiti

dai micro scatti.

Tic Tac

Zzzzzzzzzzzzz

Ecco amico,

ricevi e leggi

le mie parole

simulacro sintetico

del mio animo.

Ma,

se non spezzeremo

assieme il pane,

come possiamo

dirci amici?

postato da: Paganini alle ore 17:43 | link | commenti (2)
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venerdì, 17 novembre 2006

Ciao a tutti, io e lascintilla, diamo seguito all'idea di darci un argomento e svilupparlo in maniera autonoma per poi confrontarne il risultato. Quindi vi invito a leggere su ondadeltempo.splinder.com l'opera fantastica realizzata da lascintilla su "il rumore del mare" Grazie.

 

IL RUMORE DEL MARE

 

E’ un respiro,

un singulto

sincopato d’attesa

fossilizzato in braccia tese.

Come un amante

di amore eterno e rassegnato,

mi incanta

con il suo affanno triste.

Mai rassegnato mi urla

il suo ardore,

la fisicità violenta

dell’abbraccio

che anelo

ma sfuggo.

Il rumore del mare

compagna

ed è rammento

nel fondo

del cervello primordiale

di insostituibile amante,

di vita e di morte,

di inevitabile giustizia.

E’ risacca

di pulito,

di perdono

e di garanzia

della nostra eterna

purezza.

 

postato da: Paganini alle ore 16:29 | link | commenti (2)
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mercoledì, 15 novembre 2006

tacchi a spillo

naso freddo di cane

lanci promesse

 

postato da: Paganini alle ore 12:53 | link | commenti (1)
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martedì, 14 novembre 2006

ODE A WILL COYOTE

 

La scia che ti spieghi,

il rumore del vento

tra le orecchie

ripiegate tra le scapole,

nello sforzo

di far volare i piedi.

Vorrei anche spiegarti,

come sappia

amare questo progetto

stupendo,

il mio corpo,

che sento esplodere

di energia nello scatto,

nell’allungarsi dei muscoli,

nel fremere dei tendini.

Vorrei parlarti

per dirti,

che anch’io ho un anima,

e che ringrazio Dio,

per i polmoni che bruciano

e per il cuore che pompa

sempre in rincorsa.

Vorrei dirti come ami la vita,

i colori del cielo

e goda delle cose più semplici.

Certo la fame mi spinge,

ma non solo.

E’ la sfida,

l’oltre,

la forsennata scommessa,

di non sprecare nulla,

di provare sempre a vincere,

di crederci oltre la fine.

Non mollerò mai

anche se so

che mai ti prenderò,

Beep-beep.

Ma

forse questo,

dovrebbe dispiacere

più a te.

 

 

Grazie ad Eugenio Finardi.

 

postato da: Paganini alle ore 23:57 | link | commenti (2)
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domenica, 12 novembre 2006

 

IL CUOR E CONOSCE RAGIONI

CHE LA RAGIONE NON COMPRENDE*

 

La mente sventola,

tra brezze di mare.

Arpeggia tra corde

di pensieri

e con unghie laccate,

scende

e scartoccia il cuore.

Assistere al mio sadismo:

lasciare il cuore

alla bava ed alle fauci

adamantine

di un mostro

logico e spietato.

Filare la cima

alla ragione

feroce ed affamata.

Si sazierà del succo

del cuore

della liquor spinale

e della bile.

Assorbirà,

annienterà i sentimenti

come dolorosa spugna

che digerisce

senza sterco.

Dissecca il corpo,

sterilizza

sutura definitivamente,

ed infine si placa.

L’addome bonificato,

si volge a se stesso,

come velluto rosso

in spire,

Ascolta il cuore battere

e ricorda

la sfida del giunco

alla quercia

ed alla tempesta.

Non è la nuova cicatrice

che ci potrà fermare:

c’è una nuova coppa

da riempire

dolce da sognare

e forse,

amara da bere.

 

* Titolo parafrasato da

  “Il ritratto di Dorian Gray”

   di Oscar Wilde

 

 

postato da: Paganini alle ore 23:36 | link | commenti (3)
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venerdì, 10 novembre 2006

 

 

IL SENSO

 

 

Traccheggio,

con grandi colpi di reni

tra biche, buche,

e clangore.

Balzi spicco goffo,

tronfio pavone

non m’avvedo

del prossimo inciampo.

Starnazzo e rincorro

scomposto e misurato

scialbato sembiante,

chimera nel fumo.

 

E così

di colpo

mi fermo.

 

Rialza una lenza il capo,

aggiro lo sguardo,

come al mio mondo

appena rinato,

e sgomento

realizzo che tutto

è passato:

simile ad  un pollo,

avanzo la vita

e scanso il senso:

traccheggio, saltello,

a capofitto accompagnato

ad un nulla

privo d’ogni significato.

 

Ma del destino

non siam

obnubilati schiavi.

Ed in uno squarcio

d’abbacinante silenzio

accolgo la luce

dall’amore significante

e riscopro ancora

questa  missione,

che mi fu donata

radice del futuro.

 

postato da: Paganini alle ore 11:45 | link | commenti (3)
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