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Diamo frutto alla vita, insieme.

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Utente: Paganini
Nome: Federico Santi
Mi son sempre detto da piccolo: da grande vorrei aver il coraggio di essere uomo senza paura d'esser forte o di piangere. Sono ancora piccolo, ma spero, crescendo, di diventare saggio.

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mercoledì, 27 dicembre 2006

TRILOGIA DI NATALE

(MA SON QUATTRO)

 

 

VIGILIA

 

Frenesia

allegra e felice,

fecondata dal seme,

dell’amore.

Figlio nasci,

alla luce riporta

la felicità attesa e sperata.

Attesa d’amore e fratellanza,

che solo la nascita di  un bimbo

dissotterra dal cuore

di ogni famiglia.

E questo bimbo atteso

ogni anno,

è gioia sopita,

concentrata.

 

Preparativi.

Sorrisi.

Organizzo nella mia mente

leccornie,

nell’ordine corretto.

E poi immagino

condividerle

tra scherzi e brindisi.

 

Natale è amore che contagia,

lascia che sia,

aiuta la vita

e falla finita!

 

 

NATALE

 

Notte fonda,

ma fermento in giro.

Stuoli di babbi natale,

indaffarati e silenziosi,

si muovono maldestri nell’ombra:

sssst! sennò si sveglia!

Madri nonne zie,

gourmet di magie

rimestano pentoloni

con formule gelose

solo a loro note,

mentre

adepte ed apprendiste

adolescenti

guardano con gli occhi

della gioia cospiratrice.

Mi corico con il batticuore,

con già nelle orecchie

l’urlo dei piccoli.

Sveglia all’alba,

felici e rimbambiti,

e pigiama party

davanti all’albero,

sommerso di doni.

 

PRANZO DI NATALE

 

Sempre caro mi fu

quest’inno allo slow food,

lento

fretta non permessa,

sorrisi

dolci carezze di sguardi,

riscoprendo il piacere

di condividere,

cibo e anima,

amore.

Per quanto lunga

sia la tavola,

siete tutti al mio fianco,

dentro

nel cuore dell’umanità,

e siamo parte

dell’evento

che ci rende unici

ed uguali:

un bimbino

rinato

per sempre.

Credo che

il nostro creatore

sia un grande,

e ci chiami

ad una vita

di gioia,

qualunque nome

Egli abbia,

solo un atto

d’Amore,

può aver dato

origine a tutto questo.

Grazie di tutto allora,

oggi niente dieta

e buon appetito.

 

 

SANTO STEFANO

 

Di sottecchi,

mia figlia mi scruta.

C’è silenzio d’intorno,

il sole inonda di riflessi

aragosta e miele

ogni cosa,

anche i miei capelli,

e i sacchi della spazzatura

che trasporto

al loro ultimo viaggio.

Ma silenziosi

si stanno consumando

i riti de the day after.

Mi attendono

bambole che pisciano,

aggeggi elettronici 

con cui figuro

sorta di cavernicolo

davanti ai figlii,

costruzioni dalle istruzioni

in aramaico,

interminabili cartoni animati

e troneggianti in cucina

come nuovi padroni

o inquilini morosi,

gli avanzi.

E come Napoleone

eroico e romantico

condottiero,

vengo circondato a Waterloo

da mia figlia,

Wellington in minigonnella,

che mi minaccia

tra il serio ed il faceto

con quella sfrontatezza

che solo la verità

e l’adolescenza donano.

Guarda che ti misuro,

dice,

e abbondo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: Paganini alle ore 02:04 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 13 dicembre 2006

QUINDICI

 

E’ un numero,

un insegna luminosa

in una notte tormentata.

Segnala che il tuo viaggio,

è finito.

Che sei arrivato al motel

“ultima meta”.

 

Quanta strada abbiamo fatto,

quanta spavalda fiducia

negli anni addietro.

Lo slancio si è andato affievolendo,

ma la fiducia cieca

non vedeva i segni della corruzione

dell’amore.

Sempre un passo avanti,

per non guardare dietro,

Sempre serbando

la polvere d’oro del nostro tesoro,

in un sacchetto bucato,

ma riposto

in un  luogo tanto sicuro

che mai abbiamo controllato.

Per paura?

 

La vita,

in quindici istanti

che non puoi trattenere,

la vita che non sai trattenere,

che non puoi più ricostruire.

Paura?

 

Fallimento e paura.

paura di riconoscere

un cammino sbagliato,

di aver sparso e seminato,

di aver bene coltivato,

ma su una terra non più tua,

 

Paura di avere in tasca,

un amore bucato

il cuore rassegnato,

e vivere con il  compromesso,

compagno e abisso dell’anima.

 

Quindici,

sono le volte che sei stata mia

carne della mia carne,

come il giuramento

d’un tempo che fu.

 

postato da: Paganini alle ore 12:50 | link | commenti (3)
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mercoledì, 06 dicembre 2006

FIAT VOLUNTAS TUA

 

Mi lasci a piedi per strada

senza cric o gomma di scorta,

giro la chiave, pari morta

e piove in questa contrada.

 

Eccoci in mano al fato

ne tecnologia tedesca

ci può salvare dalla tresca,

povero me che t’ho comprato.

 

Sala parto: veglio fremente

la diagnosi per  schermire;

oddio! Occorr’intervenire!

In garanzia? Un bel niente!

postato da: Paganini alle ore 14:57 | link | commenti (3)
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lunedì, 04 dicembre 2006

DONNE  E MOTORI

 

Strazio di giri

rombo acuto che cresce,

 

Frizione innestata

ruote stridenti

 

Odore acre

di gomma e bruciato

 

E’ ora, coraggio,

E’ ora ti urlo

 

Il ruggito è grido ormai

Ingranaggi scartano imbizzarriti

 

Mamma, cribbio,

metti la seconda!

 

 

postato da: Paganini alle ore 13:43 | link | commenti (2)
categorie:

 

dedicata

 

Son reo confesso

per colpa della poesia

io mela mangio

Per chi non conoscesse Melarea, uno stimolo a colmare la lacuna

postato da: Paganini alle ore 13:15 | link | commenti (1)
categorie:

 

dedicata

 

Son reo confesso

per colpa della poesia

io mela mangio

per chi non conoscesse Melarea, uno stimolo a rimediare.

postato da: Paganini alle ore 13:14 | link | commenti
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