TRILOGIA DI NATALE
(MA SON QUATTRO)
VIGILIA
Frenesia
allegra e felice,
fecondata dal seme,
dell’amore.
Figlio nasci,
alla luce riporta
la felicità attesa e sperata.
Attesa d’amore e fratellanza,
che solo la nascita di un bimbo
dissotterra dal cuore
di ogni famiglia.
E questo bimbo atteso
ogni anno,
è gioia sopita,
concentrata.
Preparativi.
Sorrisi.
Organizzo nella mia mente
leccornie,
nell’ordine corretto.
E poi immagino
condividerle
tra scherzi e brindisi.
Natale è amore che contagia,
lascia che sia,
aiuta la vita
e falla finita!
NATALE
Notte fonda,
ma fermento in giro.
Stuoli di babbi natale,
indaffarati e silenziosi,
si muovono maldestri nell’ombra:
sssst! sennò si sveglia!
Madri nonne zie,
gourmet di magie
rimestano pentoloni
con formule gelose
solo a loro note,
mentre
adepte ed apprendiste
adolescenti
guardano con gli occhi
della gioia cospiratrice.
Mi corico con il batticuore,
con già nelle orecchie
l’urlo dei piccoli.
Sveglia all’alba,
felici e rimbambiti,
e pigiama party
davanti all’albero,
sommerso di doni.
PRANZO DI NATALE
Sempre caro mi fu
quest’inno allo slow food,
lento
fretta non permessa,
sorrisi
dolci carezze di sguardi,
riscoprendo il piacere
di condividere,
cibo e anima,
amore.
Per quanto lunga
sia la tavola,
siete tutti al mio fianco,
dentro
nel cuore dell’umanità,
e siamo parte
dell’evento
che ci rende unici
ed uguali:
un bimbino
rinato
per sempre.
Credo che
il nostro creatore
sia un grande,
e ci chiami
ad una vita
di gioia,
qualunque nome
Egli abbia,
solo un atto
d’Amore,
può aver dato
origine a tutto questo.
Grazie di tutto allora,
oggi niente dieta
e buon appetito.
SANTO STEFANO
Di sottecchi,
mia figlia mi scruta.
C’è silenzio d’intorno,
il sole inonda di riflessi
aragosta e miele
ogni cosa,
anche i miei capelli,
e i sacchi della spazzatura
che trasporto
al loro ultimo viaggio.
Ma silenziosi
si stanno consumando
i riti de the day after.
Mi attendono
bambole che pisciano,
aggeggi elettronici
con cui figuro
sorta di cavernicolo
davanti ai figlii,
costruzioni dalle istruzioni
in aramaico,
interminabili cartoni animati
e troneggianti in cucina
come nuovi padroni
o inquilini morosi,
gli avanzi.
E come Napoleone
eroico e romantico
condottiero,
vengo circondato a Waterloo
da mia figlia,
Wellington in minigonnella,
che mi minaccia
tra il serio ed il faceto
con quella sfrontatezza
che solo la verità
e l’adolescenza donano.
Guarda che ti misuro,
dice,
e abbondo!
QUINDICI
E’ un numero,
un insegna luminosa
in una notte tormentata.
Segnala che il tuo viaggio,
è finito.
Che sei arrivato al motel
“ultima meta”.
Quanta strada abbiamo fatto,
quanta spavalda fiducia
negli anni addietro.
Lo slancio si è andato affievolendo,
ma la fiducia cieca
non vedeva i segni della corruzione
dell’amore.
Sempre un passo avanti,
per non guardare dietro,
Sempre serbando
la polvere d’oro del nostro tesoro,
in un sacchetto bucato,
ma riposto
in un luogo tanto sicuro
che mai abbiamo controllato.
Per paura?
La vita,
in quindici istanti
che non puoi trattenere,
la vita che non sai trattenere,
che non puoi più ricostruire.
Paura?
Fallimento e paura.
paura di riconoscere
un cammino sbagliato,
di aver sparso e seminato,
di aver bene coltivato,
ma su una terra non più tua,
Paura di avere in tasca,
un amore bucato
il cuore rassegnato,
e vivere con il compromesso,
compagno e abisso dell’anima.
Quindici,
sono le volte che sei stata mia
carne della mia carne,
come il giuramento
d’un tempo che fu.
FIAT VOLUNTAS TUA
Mi lasci a piedi per strada
senza cric o gomma di scorta,
giro la chiave, pari morta
e piove in questa contrada.
Eccoci in mano al fato
ne tecnologia tedesca
ci può salvare dalla tresca,
povero me che t’ho comprato.
Sala parto: veglio fremente
la diagnosi per schermire;
oddio! Occorr’intervenire!
In garanzia? Un bel niente!
DONNE E MOTORI
Strazio di giri
rombo acuto che cresce,
Frizione innestata
ruote stridenti
Odore acre
di gomma e bruciato
E’ ora, coraggio,
E’ ora ti urlo
Il ruggito è grido ormai
Ingranaggi scartano imbizzarriti
Mamma, cribbio,
metti la seconda!
dedicata
Son reo confesso
per colpa della poesia
io mela mangio
Per chi non conoscesse Melarea, uno stimolo a colmare la lacuna
dedicata
Son reo confesso
per colpa della poesia
io mela mangio
per chi non conoscesse Melarea, uno stimolo a rimediare.