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Diamo frutto alla vita, insieme.

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Utente: Paganini
Nome: Federico Santi
Mi son sempre detto da piccolo: da grande vorrei aver il coraggio di essere uomo senza paura d'esser forte o di piangere. Sono ancora piccolo, ma spero, crescendo, di diventare saggio.

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lunedì, 28 maggio 2007

Amami ancora

 

Ama questo bambino

che ti ha scelto,

questo piccolo eroe

che dalle Termopili

non si ritrova più

in viale Padova.

 

Amami e perdona,

le scarpe in sala

ed i panni sporchi

mentre dipingo strategie

sugli specchi

(seduto sul water).

 

Amami e soffia via,

la malinconia

di un maradona

che sogna la rete,

mentre s’aggiusta

la cravatta

prima di suonare

e provare a vendere

un folletto

(l’aspirapolvere)

 

Ormai imbianco,

e l’unico sogno

vero

della vita sei tu.

Amami come io t’amo,

come ho bisogno di te.

postato da: Paganini alle ore 13:26 | link | commenti (5)
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lunedì, 21 maggio 2007

LISA

 

Ho tre figli. Voluti desiderati ed amati, ancor prima che prendessero forma in un corpicino. Cecilia è la primogenita, ed ora ha undici anni. E’ una gran consolazione sapete? Forse gli occhi di padre scorgono il grano tra la nube di pula, ma io riconosco in lei i segni della saggezza, della dolcezza e dell’amore. E questo basta: il mio ruolo così va a scemare, da guida a cromaline della Sua vita, come quei giochi in cui con due elettrodi abbini due parole e se si accende il naso rosso, hai sbagliato.

Tommaso è il mio maschietto. Ha otto anni e l’uomo che sarà combatte con le paure ed i miti che dovrà imparare a vincere. C’è del buono in lui, fa del suo meglio ed obbiettivamente è meglio di me alla sua età. Sta imparando il coraggio, l’onestà e la generosità e sta sperimentando la cosa più complessa, il giudizio critico e l’autonomia dai condizionamenti. Forse lui, avrà più bisogno del papi, perché solo il Signore sa, quanto sia difficile diventare e restare un uomo oggi.

Poi c’è Lisa. Ha tre anni e il cuore trabocca e potrebbe morire di gioia. Se è possibile sto passando una fase di innamoramento di un cosino furbetto, dolcissimo ingenuo. Eppoi è morbida, profumata e riesce a farti sentire un verme, per come tu possa essere per lei la cosa più vicina a Dio che esista, mentre tu ti senti un mezzo fallimento che arranca imbellettato nell’arena delle falsità. Ma poi ti abbraccia, ti stringe ti bacia e ti dice: “papone, sai che ti voglio tanto bene? E sai che sei bellissimo e bravissimo, quasi… quasi… come una mamma?” Ebbene tutto viene eclissato; e la vita? Va benissimo così!

postato da: Paganini alle ore 14:30 | link | commenti (7)
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CI SARO’

 

Ora ruoto centrifugo.

Crogiolano le luci del caleidoscopio

ma non m’attardo e mi elevo,

a sostenere il tuo collo

ormai fragile

di un amore silente speso.

postato da: Paganini alle ore 12:53 | link | commenti
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martedì, 15 maggio 2007

ADERISCO

 

Aderisco alla poltrona.

Sto inglobando il tessuto

quasi che la carne,

si disfi e si riformi colà.

E arriva all’osso stanco,

vivo al dolente contatto alieno,

che tra se e se,

ripensa alla vita andata

ed alla sproporzione

tra la sabbia inconsistente

che  riempie i femori

nel momento della vendemmia

ed il midollo rorido,

che li perfuse

nel tempo sprecato.

postato da: Paganini alle ore 15:12 | link | commenti (4)
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