ASPETTANDO GODO(T)
Estrarrò dal fodero
la dormiente spada,
che diverrà palo di fuoco.
Penetrerò nella tua coltre di giaccio
e scioglierò le tue voglie
che giacciono in ventre tiepido
A colpi ritmati e crescenti
aprirò la tua fantasia
e correranno urlanti le tue frenesie.
SOLITUDINE
Rapido volo
su acque agitate.
Schizzi di spuma,
fragore di scogli
Erta di sassi,
pigolar di beccucci.
NUOTARE VIA TERRA
Sul mio vetro appannato
Orme di dieci dita
Divaricate a scendere
Fino a svanire nella chiusura a pugno.
Nocche a rugar mattoni
Come lingue di gatto
Appiccicate a maglie sudate
Che strusciano croste vive sotto.
Polpastrelli di vita
Sporchi di rune consultate male
Sporchi di troppi applausi alle apparenze
Di troppo fango
Sporco diluito come mediatico
Permea i pori
Trapassa intestini e guaine
Ed ormai omologa l’anima.
E ancora
L’anima alla frusta
Non vuol sentir ragioni
Che a camminar sull’acque
È assai più facile
Che a nuotare via terra
Melarea & Paganini
POETESSA
Cosa ti comprende
quando la musica fila,
cosa ti fa girar il mondo attorno
come un arcolaio impazzito
a far su lana filata
di pari spessore
dell’umanità sudata?
Riprendi le fila della rappresentazione
e fai scempio di anfore preconfezionate.
Ché il tuo mosto,
discenda dalle tue mani e dai tuoi occhi,
e si raccolga per noi.
SICCOME TRENI
Guida la vita
di binario in binario,
traballi di scambi
e ritmiche traversine.
Siccome treni
che procedon paralleli,
urliamo senza sentirci
trapassando una selva oscura
E dopo la notte la luce del frastuono
illumina compagni nuovi
e vecchi che lentamente deviano,
lungo sconosciuti sentieri.
Libertà a scartamento ridotto
è quel che resta di questa corsa,
e così fischiamo, tra nebbia e neve,
persi, verso l’inverno della vita.