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Diamo frutto alla vita, insieme.

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Utente: Paganini
Nome: Federico Santi
Mi son sempre detto da piccolo: da grande vorrei aver il coraggio di essere uomo senza paura d'esser forte o di piangere. Sono ancora piccolo, ma spero, crescendo, di diventare saggio.

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martedì, 18 settembre 2007

ASPETTANDO GODO(T)

 

Estrarrò dal fodero

la dormiente spada,

che diverrà palo di fuoco.

 

Penetrerò nella tua coltre di giaccio

e scioglierò le tue voglie

che giacciono in ventre tiepido

 

A colpi ritmati e crescenti

aprirò la tua fantasia

e correranno urlanti le tue frenesie.

postato da: Paganini alle ore 10:48 | link | commenti (7)
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lunedì, 17 settembre 2007

SOLITUDINE

 

Rapido volo

su acque agitate.

 

Schizzi di spuma,

fragore di scogli

 

Erta di sassi,

pigolar di beccucci.

postato da: Paganini alle ore 12:58 | link | commenti (2)
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giovedì, 13 settembre 2007

NUOTARE VIA TERRA

 

Sul mio vetro appannato
Orme di dieci dita
Divaricate a scendere
Fino a svanire nella chiusura a pugno.

 

Nocche a rugar mattoni

Come lingue di gatto

Appiccicate a maglie sudate

Che strusciano croste vive sotto.


Polpastrelli di vita
Sporchi di rune consultate male
Sporchi di troppi applausi alle apparenze
Di troppo fango

Sporco diluito come mediatico

Permea i pori

Trapassa intestini e guaine

Ed ormai omologa l’anima.

 

E ancora

L’anima alla frusta

Non vuol sentir ragioni

Che a camminar sull’acque
È assai più facile
Che a nuotare via terra

Melarea & Paganini

postato da: Paganini alle ore 14:50 | link | commenti (1)
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lunedì, 10 settembre 2007

POETESSA

 

Cosa ti comprende

quando la musica fila,

cosa ti fa girar il mondo attorno

come un arcolaio impazzito

a far su lana filata

di pari spessore

dell’umanità sudata?

 

Riprendi le fila della rappresentazione

e fai scempio di anfore preconfezionate.

Ché il tuo mosto,

discenda dalle tue mani e dai tuoi occhi,

e si raccolga per noi.

postato da: Paganini alle ore 12:48 | link | commenti (6)
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lunedì, 03 settembre 2007

 

SICCOME TRENI

 

Guida la vita

di binario in binario,

traballi di scambi

e ritmiche traversine.

 

Siccome treni

che procedon paralleli,

urliamo senza sentirci

trapassando una selva oscura

 

E dopo la notte la luce del frastuono

illumina compagni nuovi

e vecchi che lentamente deviano,

lungo sconosciuti sentieri.

 

Libertà a scartamento ridotto

è quel che resta di questa corsa,

e così fischiamo, tra nebbia e neve,

persi, verso l’inverno della vita.

postato da: Paganini alle ore 13:52 | link | commenti (7)
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