CRESIMA
Vieni o spirito,
e rendi la vera vita
a Cecilia,
con il tuo
fuoco che anima,
accende l’Amore,
ma non consuma.
Alimentala con il tuo vento,
l’alito della vita,
dono di Dio,
e falla volare libera,
come colomba,
bianca di purezza
leggera d’amore.
Papà
Amica e specchio e maestra
Contento di me stesso,
non ancora felice,
perlomeno cosciente.
E’ un attimo,
un lampo nel buio
che dà contorni
e profondità tridimensionali
ad ombre sorprese sul fondale.
Ed è passato.
E quasi mi rimprovero,
mi compiango per il proditorio ardire
d’aver creduto di legger la vita,
di cogliere la verità tutta d’un fiato
Ma è la mancanza
maestra della mia amica
che mi insegna
l’assoluto vuoto da colmare,
da azzannare
prima che il tempo ci cancelli
con i nostri dubbi e le vesti d’estate.
(dedicato a Melarea, maestra inconsapevole)
TUTTO SCORRE
Scrivo del tempo della vita.
Lo sento come fumo
che risale in spire di melassa
le pareti sbocconcellate
di una ciminiera,
che resta un dito
puntato all’universo.
Il mio tempo dall’interno
mi risale secondo carnot.
Come fiume alla foce
esalato dal fumaiolo,
si unirà all’eterno.
E non sarà più mio,
ed io
non ne avrò più bisogno.