ROSSO
Vuoto,
cosmico e assoluto.
Tutto intorno nero,
distanze insondabili
entro le quali veleggio.
Tempo assente.
Non ho ricordi,
non ho speranze
non ho identità
se non modellata
dal silenzio e dall’assenza,
e scruto
il tiepido mistero delle stelle.
Poi come afferrato da tergo,
da un cosmico imbuto,
vengo riassorbito,
osservo la luce tornare dal basso.
Dai piedi alle gambe e su,
fino all’estratto conto
appoggiato sul tavolo,
che osservo con occhio vitreo.
E stato solo un attimo.